Galleria Virtuale


VIRGILIO SIMONETTI


Nasce a Roma nel 1897 dove frequenta le scuole tecniche, giovanissimo comincia a disegnare ed espone con successo i suoi disegni alla mostra della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Dopo la parentesi militare, dove continua a disegnare, tornato a Roma, entra a far parte del gruppo dei XXV della Campagna Romana, partecipando alla I Biennale di Roma. Nel 1930 frequenta la scuola serale di nudo all’Accademia di Belle Arti di Roma, e successivamente partecipa alla I Quadriennale di Roma con il dipinto “La moglie del pescatore”, illustra favole, realizza copertine di libri, affresca il complesso della Villa di Tor Marangone, esegue scenografie e, nel 1954 comincia a lavorare come impaginatore e disegnatore, nell’ufficio artistico del Dizionario Enciclopedico Treccani, dove rimarrà per più di un ventennio. Nel 1981 dipinge “l’Immacolata Concezione”, la “Sacra Famiglia”, la “Pietà” e i paesaggi veneziani. Muore a Roma il 16 luglio 1982. è presente su internet all’indirizzo: www.cromosema.it/arte

 

 

FILIPPO ANIVITTI

1876~1955
Iniziò gli studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Roma, nel 1893 sotto la guida del maestro Filippo Prosperi. Subì l’influenza di Onorato Carlandi e fu ben presto attratto dalla pittura del paesaggio della campagna romana. Entrò a far parte del gruppo dei XXV della Campagna Romana col soprannome di “Orso”e successivamente, degli “Acquarellisti”. Nella sua intensa attività pittorica, dipinse sia ad olio che ad acquarello le famose vedute dell’acquedotto romano e le antiche rovine di Roma. Espose a tutte le biennali e quadriennali di Roma. Le sue opere sono esposte nei più importanti musei e Gallerie e su internet, all’indirizzo: www.cromosema.it/arte

 

 

ETTORE FERRARI

Roma 1845 - 1929
"Ritorno dai campi"
acquerello su carta cm 22x45
firmato in basso a sinistra
Raccolta Meleleo - Roma

Compiuti gli studi umanistici fino alla laurea in lettere, Ettore Ferrari completò la sua formazione artistica all’Accademia di S.Luca,dove frequentò la scuola di nudo,dedicandosi,sull’esempio del padre,alla scultura affermandosi ben presto in opere in cui la rappresentazione storica veniva trasfigurata dai suoi sentimenti “Suicidio di Jacopo Ortis” del 1877 e “Cum Spartaco pugnavit” del 1880. Nel 1868 vinse il concorso Albacini, concorso che la Pontificia Accademia di San Luca bandiva per assegnare un pensionato biennale (della commisione faceva parte P.Tenerani).Fino al 1872 fu allievo dell’Accademia dove insegnò durante il decennio successivo e di cui, per un periodo, diresse il Pensionato. Una delle sue prime sculture “ Stefano Porcari” fu eseguita in scagliola nel 1870, anno in cui partecipò alla Expò Romana Arte Cristiana per il Culto Cattolico. Si allontanò dall’Accademia non condividendone più la visione artistica. Continuò la vita politica e nel 1876 venne eletto Consigliere Comunale; dal 1882 al ’92 fu deputato per la sinistra repubblicana durante la XV, la XVI e la XVII legislatura e nel 1900 fu membro del Comitato Centrale del Partito Repubblicano. Entrato nella Massoneria nel 1881, fu Maestro del Grande Oriente d’Italia dal ‘904 al ‘917, e da quel momento la sua produzione artistica fu abbondante e ancor più impregnata di simbologia politica. Nel 1880 sposò Maria Carolina Frey, figlia del pittore svizzero Joan Jacob Frey e nello stesso anno vinse uno dei premi per i gruppi in gesso alla Esposizione Nazionale di Torino. All’ Expò Universale di Parigi del 1878 presentò una versione in scagliola del” Suicidio di Jacopo Ortis”, un'altra versione era stata presentata all’Expò Naz. Di Napoli dell’anno precedente e, con un bozzetto dello stesso soggetto, fu all’Esposizione Italiana a Londra del 1888. La progettazione e l’esecuzione di numerosissimi monumenti destinati a città Italiane e Straniere, la maggior parte dei quali raffiguranti Eroi del Risorgimento lo rese subito celebre. Ricordiamo fra questi:” V. Emanuele II” a Venezia; “ Abramo Lincoln “ a New York; “Giordano Bruno” a Roma; “Giuseppe Mazzini”, “Quintino Sella” e “Terenzio Mamiani” sempre a Roma; “ Carlo Cattaneo” a Milano; “ F. Cavallotti” a Pavia; “Dante Rossetti” a Iseo. Inoltre eseguì i “Monumenti ai Caduti di Sansevero”, a Foggia, “di Alessandria d’Egitto” e “di Marino”. Per l’Ordine dei Figli d’Italia in America eseguì il “Monumento ad Antonio Meucci” a New York. Numerosi sono in tutta Italia i suoi monumenti a Garibaldi: Milano, Vicenza, Rovigo, Pisa, Macerata, Cortona, Catania. Ebbe diversi incarichi per monumenti da erigere in varie città della Romania: “ G. Heliade Radulescu” a Bucarest; “ Ovidio” a Costanza sul Mar Nero, il bozzetto venne esposto all’Expò Universale di Parigi nel 1889, e vinse un diploma d’onore. Nel 1927 eseguì quelle di “ Traiano” e di “Decibalo” per la città di Cluj. Molti sono i suoi monumenti funerari, che si trovano principalmente nel Cimitero del Verano a Roma. Altri suoi monumenti sono a Cuba e Montevideo. Fu tra i fondatori del “Gruppo dei XXV della Campagna Romana” con il nomignolo di “Aquila Reale”.Espose nel 1880 agli “ Amatori e Culturori” ; nell’82 all’Associazione Artistica Internazionale; all’expò del ‘ 22 a Roma la GNAM gli acquistò un dipinto. Partecipò poi alla XC degli “Amatori e Cultori” in una retrospettiva dedicata ai XXV della Campagna Romana. L’Ultima esposizione alla quale partecipò fu quella degli &Amatori e Cultori” del 1928.

 

 

C. MONTANI

La Basilica di Santa Maria in Trastevere
Acquerello su carta, cm. 29x38,5

Da autodidatta, dopo aver compiuto gli studi della sezione industriale all-Istituto Tecnico di Roma, cominciò a frequentare il Circolo Artistico dove ebbe modo di conoscere Coleman, Pascarella, Biseo e Carlandi, divenedone allievo però di Petiti, che lo educò alla puntuale resa del vero. Espose per la prima volta nel 1888 alla Mostra Nazionale di Palermo, mettendo poi da parte per oltre venti anni la pittura, per dedicarsi al giornalismo. In un primo tempo collaborò Al Capitan Fracassa, al Messaggero ed al Don Chisciotte di cui fu redattore; ed un secondo momento (19 fondando il Travaso delle Idee, in cui profuse tutta la sua forte carica di di umorista. L’amore latente per la campagna romana fu risvegliato nel 1912 dalla ammissione al Gruppo dei XXV su invito di Carlandi che lo soprannoominò “il tapiro” a causa del suo naso. Ricominciò così a dedicarsi al paesaggio che ritrasse e sempre con studi dal vero e, pur subendo in qualche maniera l’influenza del Carlandi e del paesaggista spagnolo Santiago Rossinol conseguì una personale impostazione espressiva.